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30 gen 10
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I GIOVANI E L'ALTRO VOLTO DELLA CITTA'
pubblichiamo una riflessione del Professor Illiceto in occasione dell'apertura del Laboratorio Urbano Cittadino
I GIOVANI W E L'ALTRO VOLTO DELLA CITTA'

Sono tanti i volti di una città. Alcuni sono più visibili, altri un po’ meno, come quello dei giovani. Con l’avvio del Centro Culturale Giovanile, che domani si inaugura, viene data visibilità a questo mondo sommerso, spesso lasciato ai margini delle periferie. Per i giovani, che spesso si muovono tra desiderio di autonomia e paura di rompere i legami, esso costituirà una grossa opportunità di crescita culturale e sociale, solo se verranno aiutati a coniugare insieme il senso di appartenenza e la voglia di camminare con le proprie gambe. Per non sentirsi stranieri in una città che non li conosce, e che il più delle volte li tratta come problema piuttosto che vederli come risorsa, fiduciosamente chiamati a partecipare attivamente all’animazione della vita sociale.
L’Amministrazione comunale che ha voluto fortemente questo progetto ha compreso che essi non vanno considerati destinatari passivi di strategie sociali pensate da adulti che occupano tutti gli spazi, da quelli della politica e dell’economia a quelli della cultura. Essa è riuscita a leggere tra le pieghe delle loro domande, spesso mute e silenziose, la voglia di essere i protagonisti del cambiamento, i testimoni del nuovo che arriva, smentendo quanti invece li vedevano ingabbiati nel solco del già dato.
A loro, che il più delle volte sembrano essere l’ombra di se stessi, stranieri nel corpo e nel tempo, questo centro si propone quale luogo in cui inventare la vita, dove trovare spazi in cui esprimersi, decidere, partecipare, costruire quel tassello mancante per fare completo il volto della città. Finalmente li vedremo tornare ad abitare di nuovo il giorno, e non solo la notte, uscire dalle logiche manipolatrici ed ammalianti del mercato del divertimento che li vuole idioti.
Torneranno a fare cultura, e, con la loro creatività, ridaranno a questa città quella spinta utopica grazie alla quale saranno rotte le inerzie della noia, per traghettarla oltre il presente su cui sembra si sia appiattita.


Michele Illiceto
fonte manfrdonia.net