La segreteria del Servizio di Pastorale Giovanile dell’Archidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo , in particolare la Vicaria della città di Manfredonia, invita tutti i giovani delle comunità parrocchiali e associazioni a partecipare alla preparazione del “NO FAIDA DAY”.
L’idea della giornata è nata in maniera casuale dal cuore di diversi giovani sul social network Facebook, accolta da tanti, e ha visto già un fermento attivo a partire da venerdì scorso. Diverse la associazioni di giovani che stanno dando il loro contributo, diverse con l’idea di lasciare fuori colore politico, finalità dell’associazione, confessione religiosa. Tutti, uniti, con la voglia di lottare per la legalità e per una città più sicura.
Tutti i giovani sono invitati a partecipare agli incontri preparatori permanenti in programma ogni giorno, alle ore 19, presso il Luc (Laboratorio Urbano Culturale) di Manfredonia.
"Noi giovani cattolici possiamo dare il nostro vivo contributo, ricordando che l’educazione e la lotta alla legalità sono propri del giovane fedele, e sono inserite nel compendio alla Dottrina Sociale della Chiesa, prezioso “manuale” per la presenza del cristiano nella società".
“La violenza non costituisce mai una risposta giusta. La Chiesa proclama, con la convinzione della sua fede in Cristo e con la consapevolezza della sua missione, «che la violenza è male, che la violenza come soluzione ai problemi è inaccettabile, che la violenza è indegna dell'uomo. La violenza è una menzogna, poiché è contraria alla verità della nostra fede, alla verità della nostra umanità. La violenza distrugge ciò che sostiene di difendere: la dignità, la vita, la libertà degli esseri umani».
Anche il mondo attuale ha bisogno della testimonianza di profeti non armati, purtroppo oggetto di scherno in ogni epoca «Coloro che, per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, rinunciano all'azione violenta e cruenta e ricorrono a mezzi di difesa che sono alla portata dei più deboli, rendono testimonianza alla carità evangelica, purché ciò si faccia senza pregiudizio per i diritti e i doveri degli altri uomini e delle società. Essi legittimamente attestano la gravità dei rischi fisici e morali del ricorso alla violenza, che causa rovine e morti». Il Magistero condanna « l'enormità della guerra » e chiede che sia considerata con un approccio completamente nuovo”(cfr Compendio alla Dottrina sociale della Chiesa n 495-497)